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Doppio oro mondiale per Tino Pagliari

Doppio oro mondiale per Tino Pagliari

Tino Pagliari, famoso agonista con alle spalle presenza anche nella Nazionale Seniores degli anni ’80, uomo di punta della SPS Aurora Tubertini di Parma, è da tre anni un componente fondamentale della Nazionale Master che nell’ultimo quadriennio ha inanellato una strepitosa serie di risultati prestigiosi , durante il quale il quale non è mai scesa dal podio.
Ed anche quest’anno le nostre Canne d’Argento hanno dato il meglio di loro portando in Italia, dalla Bosnia, il massimo che si possa ottenere in una competizione iridata: l’oro a squadre e l’oro individuale.
E Tino Pagliari è stato il miglior attore di questa Nazionale capitanata dal C.T. Ardenti, cogliendo il miglior risultato individuale su di un lotto di contendenti estremamente agguerrito e preparato.
Difficile il campo di gara che ha ospitato la rassegna iridata, il fiume Krupa a Capljina, un corso d’acqua dalle acque cristalline e profonde, con buona corrente, popolato da scardole, triotti, muggini, alborelle.
Sin dalle prime prove il parmense è apparso subito “in palla” riuscendo a catturare sempre con buona continuità, innanzi tutto a bolognese, la tecnica che sembrava dovesse essere la predominante, poi ancora a roubaisenne, soprattutto muggini, ed infine con la vera scoperta determinante per il risultato finale, le canne fisse.
Quello bosniaco, infatti, si è rivelato un mondiale in cui hanno dominato le tecniche tipicamente italiane: la bolognese e le canne fisse dalla 4 alla 7 metri, tecniche che Pagliari ha sapute interpretare in maniera perfetta, così da realizzare due vittorie di settore ed un ottimo peso complessivo che lo hanno portato sulla vetta del podio anche individuale.
Sentiamo dalle parole del parmense un maggiore dettaglio su questo Mondiale strepitoso.

Tino, per il terzo anno consecutivo fai parte di questa Nazionale Master, i tuoi risultati personali sono andati sempre in crescendo e quest’anno torni con due medaglie d’oro al collo…
“Sono contentissimo, come puoi immaginare. E’ stato un Mondiale bello, in un posto molto bello, un torrente quasi, più che un fiume, con una pesca molto bella e difficile, a bolognese e canne fisse.”

Parlami un po’ del campo di gara e delle varianti tecniche che avete trovato…
“Il corso d’acqua in cui abbiamo pescato era largo 25/30 metri, con acqua cristallina ed una profondità di circa 5 metri, con tanta vegetazione vicino le sponde. Essendo un corso naturale, il posto ha una importanza notevole ed anche i pesci non sono presenti in modo omogeneo  in tutto il tratto. Ogni picchetto, infatti, andava un po’ interpretato di volta in volta a seconda delle caratteristiche. Le alternative erano sostanzialmente tre: la bolognese, molto difficile perché la minutaglia non dava tregua mentre si cercavano i pesci di taglia. In questo ci ha aiutato molto la scelta di portarci al seguito le camole del miele, esca che ci consentiva di  evitare abbastanza il disturbo dei pesciolini.
Si poteva tentare anche una pesca a roubaisienne, pasturando con terra e fouillis, per cercare dei muggini di taglia variabile dai 100 ai 600 grammi e qualche triotto e scardoletta. Questa opzione però era la meno affidabile.
La terza scelta è stata quella che abbiamo capito in ritardo ma che ci ha pagato bene soprattutto domenica, ossia quella con le canne fisse da 4 a 7 metri, alla ricerca di alborelle, scardolette e triottini.“

Parlami delle due gare che ti hanno portato alla vittoria individuale…
“Sabato ho vinto il settore a bolognese con una Level Tech 8100 Tubertini da 6 metri, pescando  vicino alla sponda opposta con un PRO109 da 6 e 8 grammi; come filo sui mulinelli Toda avevo caricato del Tatanka Evo Green dello 0.16 e come finali avevo del Next dello 0.10 a cui avevo legato degli ami della serie 1T ma anche della serie 30, perché c’erano anche delle discrete scardole. In questo modo ho catturato 76 pesci per 2700 punti.
La Domenica sono partito sempre a bolognese, con la quale ho catturato 11 pesci nella prima ora, poi la pescata fuori è praticamente morta e quindi mi sono adattato ad una pesca di ricerca al pesciolame vicino alla sponda di pesca. Ho usato la 5, la 6 e la 7 metri fisse AREA PRO 8200 CT che mi hanno reso altri 357 e pesci per un totale di quasi 4000 punti. Le mie lenze le avevo preparate con dei galleggianti TT da 0.75 a 2 grammi, sempre con il monofilo NEXT e come ami dei 18 e 20 della serie 1T. ”

Dopo la gara del sabato, al termine della quale eravate ottavi, come avete reagito?
“Come puoi immaginare l’umore non era al massimo, anche se il distacco non era grandissimo e potevamo lamentare alcuni punti persi per un soffio. Mentre stavamo preparando le lenze per la domenica, ci siamo guardati in faccia tutti quanti ed abbiamo deciso di cambiare, dando maggior fiducia alla peschetta che non alla bolognese, con la quale durante la settimana avevo preso sempre dei pesci e che forse ci aveva un po’ portato fuori rotta. Beninteso, la bolognese ci ha aiutato ma abbiamo capito che era una scelta per la prima ora, nei tratti, abbastanza localizzati, dove c’erano pesci di taglia, mentre la pesca di contenimento ai pesciolini ci poteva aiutare negli altri posti. In questo modo la domenica siamo riusciti a fare solo 10 penalità, recuperando il distacco del sabato. Ed è stato oro. Anzi doppio oro!”

 

 

                                                                                                                                         Angelo Borgatti