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Andrea Giambone: Campione a soli 24 anni

Andrea Giambone: Campione a soli 24 anni

ANDREA GIAMBRONE: UN CAMPIONE DI SOLI 24 ANNI

Il Club Azzurro terminato domenica 6 ottobre ha fatto registrare una novità a mio avviso molto interessante, che non si registrava da anni, anzi che forse non è mai avvenuto, ossia l’inserimento nelle prime 4 posizioni in classifica di 4 nomi nuovi per questi, altissimi, livelli, con il solo Michele Naro, al quinto posto, che si riconferma dopo il 2012 nel quintetto direttamente promosso alla Nazionale. 
Ma dal vincitore Andrea Giambrone, al toscano Cristian Matteoli, a Michele Saccani e a Piero Nardi, ossia i 4 moschettieri, si parla di nomi “nuovi” (e qualcuno forse dirà anche “finalmente”…); naturalmente non parliamo di illustri sconosciuti ma di agonisti molto forti, impegnati nelle massime competizioni per società, che però in quest’occasione hanno fatto il cosiddetto “salto di qualità” riuscendo a centrare uno dei massimi, forse il maggiore, obiettivi individuali che un agonista possa prefiggersi.
Le analisi di un fatto come questo magari potranno essere argomento di un prossimo articolo, per ora ho cercato di fare un ritratto sommario del “number one” del Club Azzurro 2013, Andrea Giambrone, giovanissimo talento naturale, cresciuto nell’orbita di uno dei grandissimi del nostro Sport, quel Umberto Ballabeni su cui non occorre certo spendere alcuna parola per presentarlo.

Allora Andrea, dopo i doverosi complimenti per un risultato di prestigio assoluto come quello che hai centrato nel week end di Ostellato, fammi capire chi sei, descrivendoti da solo…
“Innanzitutto grazie per i complimenti. Ho 24 anni e abito a Vailate, un paesino in provincia di Cremona. Sono un perito meccanico e come  lavoro faccio l'operaio in un'officina meccanica della mia zona.
La passione per la pesca l'ho ereditata da mio padre, che da piccolo mi portava a pescare le trote nelle cave a pagamento. “

Da quanti anni gareggi e quali sono le tue vittorie in bacheca?
“Sono circa 7/8 anni che partecipo a varie gare. Il primo anno in cui ho disputato il campionato di A1 ho vinto la classifica dei debuttanti, l'anno successivo ho vinto la classifica individuale dello stesso campionato e l'anno successivo ancora sono arrivato terzo.
La vittoria che ricordo con maggior piacere è naturalmente questa del Club Azzurro, anche perché è quella più importante che ho ottenuto.”

Le società in cui hai militato?
“Ho iniziato con la sps Rivoltana di Rivolta d'Adda poi sono passato alla Cannisti Pescaluna Ballabeni Tubertini dove milito tutt’ora.”

Un commento sul Club Azzurro che hai appena vinto…
“Quello di quest'anno è stato il mio secondo Club Azzurro e, come l'anno scorso, l'organizzazione è stata impeccabile. I campi gara sono molto belli e con tanto pesce, soprattutto quelli ferraresi.”

L’avversario più temuto (se c’è)?
“L'avversario più temuto non c'è, anche perché a questi livelli sono tutti forti e tutti pericolosi.”

Il tuo campo gara preferito e la tecnica preferita…
“Il campo gara preferito è senza ombra di dubbio quello del Mincio a Peschiera, anche se molto difficile da affrontare.
La tecnica che preferisco é quella della pesca a roubasienne con le vele.”

Veniamo alla tua pescata di questo week end ad Ostellato. Vuoi raccontarmi brevemente come hai pescato e con quali materiali?
“In entrambi i giorni ho preparato un mix composto da 3 kg. di Turbo Black Van den Eynde tagliata con un pacco di Terra di Fondo, sempre di Van den Eyde, per il fondo iniziale; a parte ho preparato un pongo con 5 pacchi di Somma nera con un pò di bentonite bianca, sempre Van den Eyde. Questa miscela l’ho usata in parte per il fondo iniziale a scodella ed in parte per l’alimentazione durante le gare. Sono state due gare pescose, nonostante le condizioni meteo fossero difficili e fosse difficile anche pescare con la pioggia. Le breme sono entrate lentamente ma mi sono rimaste sotto con una certa regolarità per tutto il tempo.
Come ami ho usato la serie 2 opaca, del 16 e del 18, e come galleggianti ho montato dei pro 107 da 0,75 a 2 grammi, su di una lenza madre dello 0,125 del Tatanka. I finali li avevo preparati con il monofilo Next dello 0.09 e 0.10.
Per tutte e due le gare ho usato prevalentemente il galleggiante da un grammo e mezzo pescando a filo fondo.”

Un suggerimento a chi dovesse andare ad Ostellato prossimamente…
“Di suggerimenti non ne posso dare molti, perché per come la vedo io i campi gara cambiano di giorno in giorno e bisogna sempre adattarsi alle varie situazioni. Forse il consiglio è proprio questo: sapersi adattare e cercare di capire di volta in volta come sono disposti i pesci, senza preclusioni e senza convinzioni intoccabili.”

Sei molto giovane ma hai bruciato le tappe e ti appresti ad entrare in Nazionale … Cosa ti aspetti?
“In tutta onesta non so cosa mi devo aspettare, anche perché fino a ieri non avrei mai pensato di raggiungere questo traguardo. So di dover imparare ancora molto e andando a far parte del gruppo della Nazionale ho una possibilità in più per poter crescere.”

Il tuo punto di riferimento in questo mondo?
“Il mio punto di riferimento é sicuramente Umberto Ballabeni, è anche grazie a lui se sono arrivato dove sono, anzi ne approfitto per ringraziarlo di tutto.”

Un ringraziamento a qualcuno, se vuoi
“Ringrazio i miei genitori perché mi hanno sempre dato la possibilità di andare a pescare e Umberto per tutto ciò che mi ha insegnato.”

 

 

                                                                                                                                         Angelo Borgatti