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Ad Ostellato un podio targato Tubertini

Ad Ostellato un podio targato Tubertini

Nuovo round ad Ostellato della A2 Colpo, che il 26 giugno scorso ha fatto schierare i 200 partecipanti sulla sponda del Circondariale, nel Campo Vecchio.
Nota dominante di tutta la settimana precedente le difficoltà di interpretare bene il campo di gara ferrarese, sia per la quantità delle catture che per il fondale, letteralmente martoriato dalla draga che ormai da mesi sta operando per aumentare la profondità e la portata del canale. Come ormai noto a tutti, il lavoro di scavo produce sul fondo del corso d’acqua dei notevoli dislivelli, anche nell’ordine di oltre un metro, dislivelli che sembrano essere disseminati senza un preciso ordine sul letto del canale e che determinano notevoli difficoltà a chi vi deve gareggiare, visto che è ormai assodato che per avere risultati in termini di catture è fondamentale esercitare l’azione di pesca su di un tratto più ampio possibile di fondo vecchio, quello cioè non intaccato dai “morsi” della draga; nei punti in cui l’opera di scavo ha fatto il suo corso, i pesci sembrano non trovare un habitat ideale a sostarvi, probabilmente perché questi interventi vanno a scoprire o smuovere fanghi e detriti “poco invitanti” che allontanano le breme ed i carassi. La prima opera che tutti i 200 concorrenti hanno fatto una volta sistemati panchetto ed attrezzature sul posto di pesca, è stata quella di capire cosa avevano davanti e a che distanza, “radiografando” meglio possibile, con roubaisienne e bolognesi, le caratteristiche del fondale antistante il proprio picchetto. Ecco quindi che l’azione di pesca, a roubaisienne, si è svolta sulle linee di pesca più disparate, dai 6/7 metri fino a 13, più o meno di fronte alla propria postazione di pesca, dove si è potuto trovare uno spiazzo praticabile; ancora più complessa la pesca all’inglese, vista la difficoltà maggiore a determinare la distanza di pesca e il lanciarvi regolarmente sopra la lenza. Questa terza prova ha messo in risalto una schiacciante superiorità di alcune formazioni venete che hanno saputo interpretare molto bene le acque ferraresi; la singolarità di essere tutte squadre di Padova e tutte targate Tubertini non può certo considerarsi una semplice coincidenza, ma probabilmente anche il frutto di una visione abbastanza comune di interpretare il campo di gara, oltre che l’impiego di attrezzature di ottima qualità.
Onore quindi ai Pescatori Padovani Tubertini del Presidentissimo Paolo Bettella, che porta la formazione A sul vertice più alto del podio e la B al terzo posto di giornata, impediti in una storica doppietta dai cugini “terribili” del River Club Tubertini capitanati da Thomas Busatto (che con il primo di settore di settore di oggi si porta al comando della graduatoria individuale con 4 penalità).
Molto bene anche altre due formazioni che portano il logo Tubertini sulle divise come la Val d’Amone A di Brisighella di Leo Liverani, Ivo Bubani, Fabio Ugolini ed Ivano Solio, quinta assoluta, ed il G.P.O. Imolese D che ha schierato Ricky Favalini, per lui un altro assoluto individuale con quasi 7 kg dopo l’assoluto nella seconda prova dell’Italiano individuale in Cavo Lama!, Carletto Pezzuto, Verter Bergonzoni e Simone Farné, ottavi di manche. Sull’assoluto individuale è giusto puntualizzare che sarebbe stato appannaggio di un altro atleta del G.P.O. Imolese. Massimo Sonetti, che ha sfiorato quota 8000 punti ma è stato penalizzato di un punto, classificandosi quindi secondo di settore…

 

 

Intervista a Alberto Bettella – Pescatori Padovani Tubertini A – vincitori di giornata

Complimenti Alberto, avete sfiorato una doppietta sensazionale, per di più fuori casa…

“Si, ci siamo andati veramente vicino! Voglio innanzi tutto ringraziare i miei compagni di Società per lo splendido risultato di oggi: Fabio Boccardo (1), Daniele Nardo (2) e Federico Berton (3) che pescano con me in squadra A; Davide Signorin (1), Giorgio Donato (2), Enrico Bondanelli (3) e Maurizio Crivellin (7) che compongono la squadra B.”

Cosa avevate visto durante le prove della settimana e come avete impostato la gara di oggi?
”Il campo di gara era di difficile interpretazione, in quanto a causa delle bennate della draga, ogni picchetto aveva una storia a se, quindi la distanza di pesca variava da posto a posto e sicuramente il fatto di trovare un piano più lungo possibile era di grande aiuto. Nel mio caso è stata una gara difficilissima in quanto a 13 e 11,50 metri avevo una buca enorme, tanto che la punta in 3 pezzi non era sufficiente ad arrivare sul fondo, e per questo motivo ho dovuto accorciare il tiro a 7 pezzi di roubaisienne. Per fortuna sono riuscito a prendere qualche pesce la prima ora innescando il ver de vase, per poi allungarmi a 11,50m pescando di traverso sulla mia destra, dove sondando avevo trovato un piano di circa 70 cm con il fondo vecchio che mi ha dato altre due breme che mi hanno fatto fare un bel quarto di settore, fondamentale alla fine per la vittoria della prova. Dopo le varie prove effettuate nei giorni antecedenti la gara, avevamo deciso di impostare la gara facendo un gran fondo di pastura e terra in partenza, circa 5 litri di materiale, per poi alimentare con regolarità durante le tre ore di gara aumentando la frequenza con il passare del tempo. Secondo quello che avevamo visto, nell'ultima parte di gara si veniva premiati se si era costanti nello scodellare una palla di pastura ed una di terra e fouilles con un intervallo di circa 15 minuti nella prima ora, dieci nella seconda e ogni cinque nell'ultima. Come pastura abbiamo utilizzato un mix tra Turbo Classic e Turbo Black con in aggiunta della terra di Fondo di Van Den Eynde. Per la terra con aggiunto il fouilles, invece abbiamo scelto l'argilla nera, sempre di Van Den Eynde, con un po' di bentonite. Al contrario di altri, noi abbiamo deciso di dare della pastura dura, che fumasse il meno possibile, pescandoci in cima molto leggeri e soprattutto con un bell'appoggio; le lenze principali da noi utilizzate sono state 0,50 e 0,30 grammi con una piombatura molto chiusa. In partenza siamo partiti un po’ più pesanti, 1,00 grammo e giusti al fondo, che poteva rendere qualche pesce in più.”

Proprio oggi avete avuto il rientro tra le vostre fila di due amici…
“Si e voglio approfittare di questa occasione per ringraziare due ragazzi che sono tornati a gareggiare con noi da questa prova, Daniele Nardo e Davide Signorin, il loro apporto per noi è stato di grande aiuto!”



Intervista a Thomas Busatto – River Club Tubertini A

Thomas, oggi avete fatto un piccolo dispetto ai cugini Pescatori, infilandovi proprio in mezzo…
“Guarda, non volevamo fare nessun dispetto, abbiamo fatto la nostra gara e siamo arrivati ad un soffio dal gradino più alto. Certo fa piacere vedere tanti concittadini sul podio. Poi ci scherzeremo sopra tra noi. Voglio citare e ringraziare i miei compagni di squadra che mi hanno aiutato a vivere questa bella giornata: Bacelle Maurizio, Crepaldi Matteo e Lazzaro Giuseppe.”

Domanda inevitabile: la vostra impostazione di gara?
“Sapevamo essere fondamentale verificare il fondo antistante e quindi abbiamo sondato il picchetto molto attentamente, cercando le zone dove il fondo risultava il più uniforme possibile.
Come pasturazione si era deciso di bagnare 4 kg di Turbo Black mescolata con la terra di somma nera (per un totale di 13 litri). Per arrivare a 17 litri abbiamo preparato della terra di somma nera non troppo bagnata. L’impostazione era quella di partire a roubaisienne per i primi 30 minuti e vedere se il pesce mangiava. Infatti chi era nei posti buoni dopo 5-10 minuti ha iniziato a vedere delle mangiate.
Passato questo lasso di tempo, si prendeva in mano l’inglese e ci si pescava fino alla fine della gara. Sotto il pesce se non ce lo hai non entra; mentre fuori le possibilità di trovare qualche abramide erano maggiori.
Sulla roubaisienne abbiamo preparato dei PRO 97 da 0.50g. fino a 2.50g oltre a due Skipper da 0.50g e 1g, mentre sulle inglesi abbiamo montato dei PRO 69 da 20g. Come ami per tutte le nostre lenze abbiamo scelto degli ami del 15 e del 16 della serie 2 opaca legati con del Fluorine 0.12mm perché la possibilità di incocciare delle breme anche molto grosse non era remota.”

Con il primo di settore di oggi sei in testa alla classifica individuale. La tua gara è stata difficile?
“Ho pescato a 11 metri con lo skipper da 0.50g appoggiato circa 20cm. Ho iniziato a catturare dopo una decina di minuti innescando sempre un bigattino morto con 2/3 fili di ver de vase; verso la fine mi è scivolata di mano la canna battendo sull’acqua e non ho visto più nulla. Ho alimentato esclusivamente con pastura e fouillis ed ho messo in nassa anche pesci importanti. Alla fine vinco con 6.100 grammi. Debbo ringraziare anche di aver avuto in sorteggio un buon posto.”

 

                                                                                                                                              Angelo Borgatti