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Medaglia mondiale per Super Simo!

Medaglia mondiale per Super Simo!

23^ edizione del Campionato del Mondo femminile di pesca al colpo e 23° gettone di presenza per la Simona nazionale della pesca sportiva italiana, uno score incredibile per una ragazza che ha iniziato quasi per scherzo ed oggi é nella leggenda di questo sport, con un palmares da brivido che neppure lei ormai ricorda tutto!

Simona, il tuo parere su questo bronzo molto bello...
"Questo bronzo é un risultato molto positivo, indubbiamente. Il sabato avevamo 6 lunghezze di distanza dalla capolista ma nella pesca ai carassi noi italiani possiamo certamente dire la nostra, quindi abbiamo stretto i denti, sistemato alcune cose e la domenica abbiamo dimostrato cosa valiamo."

Dalle notizie arrivate in Italia, é stata una pescata un po' particolare...
"Per molti aspetti a Merida abbiamo trovato una situazione che conoscevamo dalle nostre gare in Lama, ossia una pesca in velocità a piccoli carassi e carpette con le fisse corte o la punta della roubaisienne, come preferisco farla io, una modalità che mi é molto più congeniale che  la fissa, un po' più complessa come gestualità ma che sento più mia. E domenica penso di averlo dimostrato vincendo il settore con 16.000 punti. Sono oltremodo contenta anche  per l'oro di Silvina Turrini perché se lo merita completamente, é un'atleta che ha dato tanto alla Nazionale, diverse volte ci é andata vicino e quest'anno, finalmente, é arrivato l'oro anche per lei."

Tu comunque ci sei andata vicino...
"Si. Faccio tre il primo giorno, con una condotta anche difensiva per la squadra perché sentivo che una di noi era in difficoltà e quindi si é cercato di non forzare ma di restare sulla pescata più congeniale per limitare i danni. Io ho avuto la sfortuna di avere di fianco la portoghese che, non essendo competitiva sulla peschina, é uscita subito a pesci e li ha trovati. E ti assicuro che vedere con una certa costanza il suo elastico verde allungarsi non mi aiutava certo a restare concentrata!"

Tu però hai tentato anche la carta dei pesci, sabato...
"Avevamo concordato con i Capitani di fare tre ore la peschina e poi, nel caso, uscire a roubaisienne. La visione di questo elastico verde che periodicamente usciva certamente mi ha un po' deconcentrata,  temevo di essere in ritardo pesante e quindi l'ultima ora, in accordo con i Capitani, abbiamo tentato quella carta. Per tutta la settimana, a pesci, non ne ho mai perso uno, sabato su sette tre li ho slamati. La pesca é anche questa. Voglio approfittare di questa occasione per ringraziare Stefano Defendi che é stata praticamente la mia sponda e mi ha aiutato veramente tanto, anche nei momenti di fare delle scelte tecniche.
La domenica, invece, ho montato quattro punte per la pesca fuori ma non ci ho mai pensato un attimo di uscire e sono rimasta concentrata sui miei carassietti. Pensa che avevo in settore Valerie, una francese molto brava, prima di gara, e dopo un po' ho cominciato a sentire gli applausi del pubblico ad ogni pesce di taglia che guadinava. E ad ogni applauso mi incazzavo di più e rimanevo lì a stringere i denti e a far volare la mia roubaisienne avanti e indietro. Alla fine le ho dato 6.000 punti di distacco..."

Abbiamo parlato delle gare. E le prove come le avete affrontate?
"Siamo partite dall'Italia nell'ordine di idee di pescare a roubasienne o all'inglese a scorrere, tecnica non facile a Merida tra l'altro. Il martedì io ho provato a fare l'alborella a sei/sette pezzi di canna ed avevamo visto che rispondeva bene ma abbiamo visto che sotto c'erano questi carassietti molto interessanti. Ci avevano detto che se i pesci non fossero entrati sull'inglese entro il giovedì non sarebbero più entrati quindi a metà settimana abbiamo deciso di accantonare questa tecnica per concentrarci sulla roubaisienne, con la quale si trovavano carpe, grossi carassi ed ibridi anche da 1 o 2 chili ma che non davano molta continuità. Il giovedì abbiamo capito quale fosse la scelta migliore e quindi ci siamo concentrate su questi. Ed é stata una scelta giusta."

Raccontami la vostra impostazione...
"A canna fissa si usavano dalla 3 metri alla 4.50 a seconda della conformazione della sponda, a roubaisienne si usavano 3-4 pezzi di canna, per arrivare al limitare della sassaia, dove potevano entrare anche pesci importanti come barbi, carpe ecc. Io ho preso, in gara, un black bass che ha fatto un salto fuori, quando l'ho illamato, che mi ha lasciato di stucco! 
La pescata si sviluppava a filo fondo, con galleggianti  da 1 a 2 grammi per entrare in pesca velocemente, tarati con delle coroncine piuttosto raccolte e dei finali da 15 cm di Tatanka da 0.125 mm per legare degli ami della serie 21 del 14 per i carassietti e della serie 26, sempre del 14, per i pesci sulla roubaisienne. Come pastura una gialla classica da carassi con l'aggiunta di tortue. Fondo iniziale a cupping con alcune palle, poi alimentazione con noci di pastura piuttosto soda per non perdere tanto lungo la discesa. Come galleggianti ho montato dei PRO 105 per la pesca ai pesci di taglia mentre per i carassietti ho predisposto dei PRO 117."

Una pescata così, a pesci piccoli, in velocità, magari a canna fissa, ha un po' un sapore d'altri tempi... Magari hai dovuto fare un po' di scuola alle ragazze più giovani...
"Guarda, Anna, Valentina e Federica sono ragazze di talento, veloci ad imparare e quando gli si spiega una cosa fanno presto a diventare delle macchine da guerra!"

Adesso ti aspetta il Campionato Italiano, manifestazione dove sei messa piuttosto bene, visto che ti porti in dote quattro vittorie di settore...
"Si, ora c'é la pratica Campionato Italiano ma ho ancora qualche giorno di tempo per riprendermi e gustarmi questo bronzo e l'oro di Silvina. Dalla prossima settimana penserò a Spinadesco. E ti assicuro che ci andrò bella carica!"

Il prossimo anno dove andrete per il Mondiale?
"Il Mondiale si svolgerà in Ungheria, dove sono già stata nel '98 e vinsi il Titolo individuale. Mi ricordo che in quell'occasione ebbi un ragazzino biondo, rompiscatole e con gli occhi azzurri, alle calcagna per tutta la settimana di prove e gare. Quel ragazzino era Walter Tamas, che ha detto di aspettarmi a Szolnoc, il prossimo anno. Cercherò di esserci anche per lui."

                                                                                                           

                                                                                                                  Angelo Borgatti