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9° Memorial Van Den Eynde

9° Memorial Van Den Eynde

Se avesse potuto gareggiare qui sul Canal Bianco oggi, il compianto Campione belga sicuramente sarebbe stato a suo agio, visto che le caratteristiche del canale navigabile ed il meteo che ha fatto da contorno alla prestigiosa manifestazione erano tipicamente nord europei, con un vento che ha esaltato i cultori della canna ad innesti, nata anche per affrontare al meglio le condizioni di vento simili a quelle odierne, e messo a dura prova gli attrezzi di tutti, sottoposti oggi ad un test sicuramente probante e veritiero. Se le condizioni sono state in certi momenti quasi estreme, nel complesso il canale ha comunque retto l’urto dei componenti le 89 formazioni in gara, dislocati per l’occasione su tre campi gara: la Zona A a Piantamelon, la B distesa lungo il lato Chiatte mentre i concorrenti iscritti nelle zone C e D si sono dispiegati Fronte Chiatte, sul campo gara disegnato ed allestito ottimamente dal GPO Tubertini di Bologna, da sempre al timone organizzativo del Memorial, ottimamente coadiuvato dai padroni di casa della Lenza Loredana Tubertin e dagli amici ferraresi della Garisti Dario Tubertini, che per l’occasione hanno gestito la quota di concorrenti singoli, che si contendevano il “3° Memorial Simone Carraro”, dislocati sull’interessante campo gara dell’Adigetto, location meritevole, secondo il sottoscritto, di maggiore attenzione per ospitare manifestazioni di vario genere, viste le sue interessanti peculiarità. Come da copione l’allestimento dei campi gara, che grazie al lavoro complessivo di quasi 50 volontari delle tre Società suddette impiegati fin dai giorni precedenti, si sono presentati agli oltre 400 iscritti addobbati con bandiere e striscioni, oltre che con il classico omaggio a tutti di un secchio per pastura corredato da un pacco di una delle tante, famose pasture del  grande Marcel, regalo collocato su ogni picchetto dei campi gara. Quest’anno, per scelta dell’Azienda Tubertini, la componente feeder del Memorial è stata posticipata al 30 aprile prossimo sui campi gara federali dell’impianto SAPABA di Sasso Marconi, alle porte di Bologna, la cui organizzazione sarà curata nuovamente dal GPO Tubertini e le cui iscrizioni sarà possibile farle sempre on line dal sito appositamente allestito per il 9° Memorial Van den Eynde, cruscotto che rimarrà attivo ancora per tre settimane circa. Venendo alla gara vera e propria, la pescosità ha certamente risentito delle mutate condizioni meteo intervenute nel corso della notte tra sabato e domenica, quando al vento teso e costante che non ha abbandonato la pianura rodigina per tutto il giorno, si è abbinato un calo della temperatura più che sensibile. In ogni tratto, comunque, le impostazioni, almeno a livello macroscopico per quello che è dato vedere dalle sponde, sono state estremamente classiche, con una buona pasturazione iniziale a base di terre e pasture variamente caricate di bigattini stirati e caster, con aggiunta di palline di terra e fouillis più o meno concentrato, scodellati con precisione sotto punta; una nota interessante quella di aver visto montate diverse punte di roubaisienne con galleggianti anche di foggia tradizionale, oltre alle immancabili, variopinte e stilisticamente varie vele, scelta fatta anche in virtù della velocità nel complesso contenuta dell’acqua, influenzata da una marea oggi non troppo vistosa nelle sue escursioni. Oltre alle solite breme di taglia molto varia, sono usciti anche diversi siluri che hanno quasi sempre condizionato la classifica di chi ha avuto la capacità/possibilità di portarli a guadino; al contrario, per molti altri sono stati un’aggravante al giudizio finale per l’inferno o il paradiso, vista la più o meno lunga sequela di “lamentazioni” profuse dall’agonista di turno al momento della rottura della lenza a causa della taglia troppo grande della preda. La classifica finale, al termine delle tre ore di gara, ha visto una coppia di formazioni appaiate nelle due prime posizioni , entrambe con 8 penalità, con i fiorentini del TCA Firenze Maver di Fabrizio Calosi che si aggiudicano il bellissimo piatto in ceramica appositamente creato per questa occasione, a spese dei lombardi Pescatori Albiatesi Maver per i migliori piazzamenti individuali; ottimi terzi i romagnoli dell’Amo Santarcangiolese Colmic, sq. B, che collezionano 9 penalità complessive. Subito fuori dalla zona podio ma comunque nel novero delle premiazioni riservate alle migliori formazioni assolute, con 10 punti totali, la Valdera Pontederese Colmic A, sodalizio sempre protagonista qui alle Chiatte, e la Ravanelli Trabucco A trascinata da un senatore come Luigino Sorti che, da alcune stagioni, sta dimostrando un feeling notevolissimo con questo campo gara. Nella manifestazione riservata ai singoli, come detto dislocati sull’Adigetto, il migliore è risultato Eugenio Casolari de Il Torrione Barbo Club Tubertini, che con 7,270 kg si è aggiudicato il piatto in ceramica raffigurante l’indimenticato Simone Carraro, alle sue spalle, nell’ordine, Renzo Franceschini della Lucchesi Fishing Club Milo, e Cristian Miccoli della Barriera Nizza di Torino. Cala il sipario, quindi, sulla versione “colpo” di questo 9° Memorial Van den Eynde, una edizione certamente positiva dal punto di vista organizzativo e delle adesioni, anche in considerazione che l’appeal della gara ha in parte risentito forse della mancanza di una gara del CIS a calendario in queste acque; di certo la curiosità per il campo gara non è mancato però, visto il prossimo appuntamento del Pasinetti a distanza di appena una settimana e, vera ciliegina sulla torta, dell’Europeo che a fine primavera si disputerà sui campi gara di Loreo. Per l’occasione erano presenti alcune formazioni estere che hanno fatto, per l’occasione, un primo test match per quell’evento e preso confidenza con la location e le breme rodigine. Da sottolineare, come sempre, la grande accoglienza ed il calore di Loreo, della sua Amministrazione Comunale, della Ass. Commercianti e, in genere, degli abitanti della cittadina della provincia rodigina, che ancora una volta hanno dimostrato la loro ospitalità fornendo il massimo della collaborazione e sopportando anche gli inevitabili disagi che manifestazioni come questa comportano per qualche giorno. L’interesse ora si sposta sulla edizione del VDE feeder, per la prima volta, ma probabilmente non l’ultima, “autonomo” dal traino della pesca al colpo, grazie alla scelta di svolgerlo in una data ed in una location completamente differente. Se sarà stata una scelta vincente o meno lo sapremo tra poco più di tre settimane, certo è che questa decisione di scorporo è stata sicuramente un atto di coraggio da parte dell’azienda Tubertini e, a mio parere, di lungimiranza, nell’ottica anche di mantenere più a lungo l’interesse per l’evento “Memorial Van den Eynde” e per la promozione del feeder agonistico. Nel frattempo i lavori di sistemazione del campo gara della SAPABA sono pressoché ultimati e i laghi di Sasso Marconi ormai pronti a questo battesimo ufficiale di un grande evento di portata non solo nazionale. La sfida la Tubertini l’ha lanciata, vedremo chi la saprà raccogliere...     

 

                                                                                                                        Angelo Borgatti