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Tubertini Day 2017 Colpo e Feeder

Tubertini Day 2017 Colpo e Feeder

Come da consuetudine ormai consolidata, in sequenza con lo svolgimento dell'Italian Master si svolge anche il Tubertini Day, nella doppia edizione riservata al colpo ed al feeder, quest'anno dislocati, per motivi organizzativi, su due differenti campi gara: i 280 colpisti schierati tra i km. 3,5 e 6 del Campo Vecchio del Circondariale di Ostellato mentre i 60 feederisti nel tratto adiacente l'ingresso, a monte e a valle, della zona Cavalli (Oasi S. Camillo). 

Campi gara differenti ma copione in gran parte uguale, con le plaquette a fare da protagoniste assolute o quasi, visto che i pesci di taglia hanno latitato su gran parte del campo gara ferrarese.

A dire il vero molti feederisti, in genere meno avezzi alla pesca del pesce piccolo, hanno tentato la ricerca dei grossi carassi e delle breme formato "pagina di giornale", alcuni dei quali erano anche usciti il giorno prima in alcuni tratti del campo gara dei Cavalli, ma con risultati quasi sempre negativi, anche perchè questi pesci vanno ricercati quasi esclusivamente a ridosso delle canne della sponda opposta, su di una linea ad almeno 75 metri di distanza, con grande costanza e precisione, aspettando la tocca giusta, tecnica che si é dimostrata non semplice da svolgere per molti.

L'alternativa era nella pesca a corto raggio, tra i 10  e i 25 metri, dove una buona popolazione di piccole breme stazionano un po' ovunque e si lasciano tentare da terra e fouillis variamente miscelate e proposte assieme a sfarinati piuttosto morbidi nell'azione di sfaldamento.

Va da se che la pesca a roubaisienne, svolta con dei Pro 116 o i Pro 124 di Tubertini da 0.75 a 1.5 grammi, calati perpendicolarmente sulla zona pasturata, con ami di medie dimensioni, molto leggeri come la serie 202 o la sempre valida 2 opaca, su cui proporre a filo fondo un paio di fili di ver de vase rappresentano la scelta d'elezione per insidiare con efficacia pesci di questa specie e taglia: lo hanno dimostrato efficacemente i componenti del Fishing Team Poland Tubertini Sport, che dopo aver messo il proprio sigillo, il sabato, sull'Italian Master colpo, unici con due vittorie di coppia, si sono ripetuti domenica andando a vincere il Tubertini Day colpo.

Mateusz Lapacz e Bartosz Krzyak, con kg. 9,210, si sono aggiudicati le due belle roubaisienne Concept Impact Tubertini messe in palio per la prima coppia assoluta; bella vittoria di settore anche per l'altra coppia polacca del Fishing Team Poland composta da Artur Kulka e Jakub Derlaga, giunta terza.

Tra loro sono riusciti ad inserirsi due campioni come Ferruccio Gabba e Giuliano Prandi, che hanno preceduto la seconda coppia polacca di soli 40 grammi, con 8.760 punti; i due Azzurri hanno sportivamente ceduto a questi il premio per la seconda coppia assoluta.

Hanno completato il lotto dei vincitori dei premi Tubertini dedicati agli assoluti Lorenzo Zanichelli e Maurizio Marchi della Boretto Po Tubertini seguiti ancora da una coppia polacca, Kacper Gorecki e Pawel Wlazlo del Gorak Team Poland Tubertini; a seguire Davide Brocchini e Ivan Sanchioni della Mondolfo Tubertini, Marcello Corradi e Giambrone  Andrea dell'Emiliana che hanno lasciato il loro premio a Claudio Munari e Claudio Mussini della Lenza Reggiana.

Copione in parte analogo anche tra i feederman, con i pescatori stranieri, questa volta gli ungheresi del Team Hungary, che hanno fatto man bassa di premi e soddisfazioni, oltre ad averci fornito una bella dimostrazione di tecnica, concentrazione e padronanza di questa tipologia di pescata alle plaquette ferraresi.

Il campione del mondo Walter Tamas ed il campione ungherese di specialità Matyas Silvak hanno dominato la classifica finale del Tubertini Day feeder con 13.050 punti, precedendo la coppia amica composta da Erdei Attila e Vido Ferenc (kg. 9.950).

Gli ungheresi hanno dato spettacolo agli appassionati che si sono fermati alle loro spalle durante le quattro ore della competizione per tentare di carpire qualche dettaglio di questa tipologia di pescata, che per sincronismo, precisione, velocità e cura dei particolari ricorda molto la pesca delle alborelle in cui siamo maestri.

Piccoli pasturatori da 3 cm. riempiti di uno sfarinato scuro, terminali da 70/80 cm che legano ami di misura media e molto leggeri, vettini speciali di grande sensibilità che sostituiscono i galleggianti con l'antenna in fibra di vetro: questi sono stati gli ingredienti tecnici della pescata vincente degli ungheresi. Poi il fattore che non si può comprare ma si può solo cercare di acquisire con tanto allenamento e passione, ossia la impagabile componente umana di tecnica e sensibilità!

Scorrendo la graduatoria generale troviamo ancora una coppia ungherese al quarto posto assoluto, quella composta da Arato Soma e Varsanyi Miklos.

Tra le coppie ungheresi hanno saputo dire la loro con autorevolezza Alessio Casilli e Manuel Marchese, che hanno combattuto con i magiari sul nostro campo ma con la loro tecnica, e si sono onorevolmente piazzati alle spalle delle prime due coppie "marziane" di Tamas ed  Attila. Ancora una coppia della Lenza Emiliana Tubertini al quinto posto, l'Azzurro campione del mondo Mario Casale e Cristiano Barbaro. A completare la terzina dei secondi di settore due amici come Liviu Moldovan e Peppe Trani, tornato alle gare per l'occasione dopo uno stop di alcune stagioni.

Non si può terminare la cronaca di una bella giornata di agonismo e sportività come questa senza ricordare l'impagabile lavoro organizzativo dei Pescatori Padovani e del loro Presidente e Giudice di Gara Paolo Bettella, che ormai coordina il lavoro dei suoi ragazzi con il semplice tocco della bacchetta del direttore d'orchestra, tanto i meccanismi sono oliati alla perfezione, sia sui campi gara che nella parte gastronomica del dopo gara.

E questa seconda parte, vi assicuro, é stata estremamente apprezzata anche in questa occasione!


 

                                                                                                          Angelo Borgatti