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 4° Memorial VDE La prima volta del Feeder

4° Memorial VDE La prima volta del Feeder

Il 1° di Aprile 2012, nel nuovissimo campo gara Valli di San Camillo (meglio conosciuto come Cavalli), a Ostellato (FE), si è svolta la prova dedicata alla tecnica del Feeder Fishing nell’ambito del 4° Memorial Marcel Van den Eynde.
E’ la seconda volta che la tecnica del Feeder Fishing viene inserita in un appuntamento di livello nazionale, dopo l’Italian Master di Novembre 2011, e questo dimostra la sempre maggior considerazione che questa disciplina gode da parte sia della FIPSAS che dai grandi marchi del mondo della pesca, con immensa soddisfazione sia del sottoscritto che da parte degli adepti di questa tecnica.
La “risposta” a questa storica “apertura” degli organizzatori del Van den Eynde agli agonisti del circuito del Feeder Fishing è stata ottima, con la presenza dell’elite dell’agonismo italiano alla manifestazione con alcune eccezioni dovute principalmente alla crisi economica che, purtroppo, condiziona pesantemente anche il mondo della pesca; alla fine sono stati ben 68 gli iscritti al Memorial, numero che supera di una decina di unità la media di partecipazione ai Campionati Italiani di specialità.
La gara, della durata di 4 ore, ha preso il via alle 9.30, quasi in concomitanza con un vento freddo di bora, tanto previsto quanto poco gradito, che non cesserà per tutto il resto della giornata infastidendo non poco gli agonisti, vuoi per le difficoltà nel lanciare in maniera precisa a lunga distanza, vuoi per la difficoltà nel percepire la mangiata su tip (cimini) molto sensibili o semplicemente per il freddo che, dopo un venerdì ed un sabato con clima tropicale, non tutti erano preparati ad affrontare.
Tante le toccate non viste a causa del moto ondoso prodotto dal vento e da rami e materiale vario in acqua che disturbava la percezione corretta delle mangiate sulla cima, tanti i bigatti triturati e le “camicie” recuperate senza aver percepito niente! Per fortuna le bremes di taglia e qualche bel carassio hanno piegato, nella maggior parte dei casi in maniera parecchio decisa, la cima della canna rendendo possibile la ferrata anche in mezzo alle raffiche davvero forti che creavano difficoltà persino nell’utilizzo del guadino!!!
Il pesce, da parte sua, dopo un venerdì eccezionale ed un sabato abbastanza apatico, si è dimostrato disposto a collaborare alla buona riuscita della manifestazione; le catture sono state non numerose ma di dimensioni importanti come si era già capito nei giorni precedenti; questo ha determinato delle situazioni di differenze di peso anche notevoli tra chi ha trovato il pesce e chi, per svariati motivi, non è riuscito a “bollare” o ne ha trovato uno casuale.
La pescata vincente si è quasi sempre svolta a centro canale, su una linea attorno ai 35/40 mt. di distanza, anche a causa del vento che non consentiva una precisione accettabile a più lunga distanza.
Si è fatto risultato caricando un cage feeder (pasturatore a gabbietta aperto alle estremità) di pastura scura o simile con vari additivi segreti che nessuno rivelerà mai, se non sotto tortura; esca principe il bigattino morto.
1° assoluto del bravissimo Gregorio Monego del Team Lbf Italia con 15900 punti, realizzati usando come pastura dei pellets sempre in un cage feeder e come esca il bigatto; grazie a questa condotta di gara Greg si porta a casa un bellissimo paniere offerto dallo sponsor Tubertini.
Bravissimi anche il mio compagno di squadra Stefano Mariotti, della Lenza Emiliana Tubertini, che fa il 2° assoluto con 11390 punti e Paolo Zaffani del Team Lbf Italia, che con 10060 punti completa il podio e vince una bella canna da feeder con relativo mulinello sempre offerti dalla ditta Tubertini.

Da evidenziare il risultato di squadra della Lenza Emiliana Tubertini, che con il primo di Stefano Mariotti, il primo di Scartabellati, il 2° di Michele (Capace) Capoccia, e il 3° di Manuel (Marcheselli) Marchese ottiene un risultato di squadra di tutto rispetto. Peccato non vi fosse una classifica per squadre…
Bello, comodo e pescoso il nuovo tratto di campo gara, anche se un adeguamento della stradina lo renderebbe perfetto, mentre alcuni agonisti hanno lamentato la presenza di sospette reti o cordini che hanno rappresentato ostacoli insormontabili per gli sfortunati che li avevano nel picchetto.
Da segnalare che al sabato ho beccato in flagrante un losco individuo che pescava con un tramaglio approfittando della fitta nebbia che ha reso difficile capire cosa facesse fino alle 10.00 quando si è diradata; dopodiché il bracconiere, vistosi scoperto e velatamente minacciato da una quindicina di arrabbiatissimi pescatori, ha ben pensato di fuggire a gambe levate abbandonando la rete in mezzo al prato…
Non so se fosse italiano o straniero però l’italiano lo capiva benissimo!!!


FEEDER FISHING – LE INTERVISTE (a cura di Angelo Borgatti)
Monego Gregorio – 1° assoluto Feeder
Complimenti Gregorio. E’ la prima volta che vieni ad Ostellato?
“No, c’ero già stato in occasione dell’Italian Master del novembre scorso, dove abbiamo anche vinto come squadra.”

Nonostante le condizioni meteo, oggi vi siete proprio divertiti…
“Si, oggi è stato veramente soddisfacente la pescata. Ho realizzato oltre 15 chili di belle breme, nonostante che con il vento sia tutto più difficile.”

Vuoi dirmi la tua impostazione di gara?
“Avevo preparato 4 canne: due per la pesca a centro canale e due, più potenti, per arrivare sotto le canne della sponda opposta. Quest’ultime, per fortuna, non le ho dovute usare. Non ho fatto il fondo iniziale, perché avevo l’impressione che i pesci non gradissero troppo il rumore che si crea con questa operazione. All’inizio lanciavo più di frequente, scaricando velocemente il feeder. Ho caricato il pasturatore, durante la gara, solo con sfarinato e pellet e non ho mai impiegato i bigattini, se non come esca. Ne innescavo due, stirati, e dopo pochi minuti dall’inizio ho iniziato a vedere le prime tocche.”

Come hai costruito le tue lenze?
“Nulla di particolare. Ho usato dei pasturatori pesanti ma piccoli, per non alimentare troppo ma rimanere ben fermo sul fondo. Il terminale da circa 70/80 cm. Come pasture ho usato solo pastura da breme e piccoli pellets.”

Le tue impressioni su Ostellato…
“Per la nostra tecnica è un canale molto bello, un campo che ti permette di pescare da sotto sponda fino all’altra riva, in molteplici condizioni. Peccato sia un po’ lontano da Milano!”

Glauco Tubertini
misembra che l’ingresso del Feeder Fishing nel Memorial sia stato positivo…
“Si, quello del Feeder è un settore che si sta sempre più sviluppando e nel prossimo futuro avrà degli importanti sviluppi, sia sportivi che commerciali. Come tecnica è molto catturante e regala belle soddisfazioni. L’importante, a mio avviso, è che rimanga una categoria a se stante rispetto al colpo, magari con una attività non concomitante con il colpo, così da dare anche a questi pescatori la possibilità di cimentarsi con questa nuova tecnica e viceversa.”

La Lenza Emiliana Tubertini è la probabilmente la prima, almeno tra le formazioni di vertice, ad avere al suo interno una squadra dedicata al feeder fishing…
“Si, quest’anno abbiamo costituito questo team con 4 ragazzi d’oro, motivatissimi ed entusiasti, che mi aiutano moltissimo anche nella ricerca dei prodotti migliori e nei test relativi. Tutti vengono dal colpo e nel feeder stanno ottenendo anche dei buoni risultati.”

Commercialmente, il segmento feeder che percentuale di mercato ricopre?
“Agonisticamente è ancora di nicchia ma dal punto di vista amatoriale è numericamente molto importante. Consideriamo che si pesca a feeder anche in mare oltre che nei grandi fiumi e laghi, quindi ha una potenzialità d’impiego enorme. Non è una tecnica di pesca che richieda una attrezzatura particolarmente costosa per essere praticata con successo, quindi molto adatta anche ai giovani; infatti ci sono molti ragazzi che si avvicinano al feeder.”


MARIO MOLINARI – C.T. della Squadra azzurra feeder fishing
Mario, oggi eri presente come agonista ma come C.T. della Nazionale hai avuto la conferma delle potenzialità del feeder fishing, che proprio in condizioni difficili come quelle odierne, con le altre tecniche che hanno mostrato un po’ la corda, vi ha consentito di realizzare una ottima media di catture. Ultimamente si sta sollevando il dibattito sull’opportunità di mantenere questa specialità a se stante o integrarla nel novero della pesca al colpo?
“Non vorrei alimentare queste discussioni visto che sono parte in causa. Io dico solo che il feeder deve crescere e per farlo deve attingere al bacino dei pescatori del colpo che, per motivi vari, si interessano o potrebbero interessarsi a questa disciplina una volta che inizino a praticarla. Non voglio dire che se ne innamorerebbero ma potrebbero rendersi conto che questo è un altro modo di pescare. Gare di grande promozione come questa di oggi, se fosse stata a tecnica libera, avrebbe potuto far provare ad un numero maggiore di concorrenti anche questa carta, probabilmente facendo loro catturare qualche pesce in più..”

Tu vedi questa grande sinergia tra il colpo ed il feeder…
“Si. Un buon agonista di pesca al colpo può trovare nel feeder degli ottimi sbocchi e non avrebbe difficoltà, una volta imparate facilmente le regole di base, a catturare bene anche con il pasturatore. Come C.T. della Nazionale manifestazioni come questa potrebbero servirmi a verificare diverse cose e stato di forma degli agonisti. D’altra parte, in paesi come l’Inghilterra, dove il feeder fishing è parte integrante dell’agonismo colpo, questa non è la tecnica principe, ma è semplicemente un arma in più nelle possibilità di ogni agonista, oltre all’inglese o alla roubaisienne. In gare come questa di oggi provare ad integrare entrambe le situazioni potrebbe essere interessante.”

C’è chi sostiene che con la pesca a feeder si corre il rischio di impoverire il patrimonio tecnico dell’agonismo italiano…
“Non è assolutamente vero, anzi è il contrario. Se analizziamo il livello tecnico dell’agonismo di paesi dove il feeder fishing è pratica abituale come l’Inghilterra ma anche diversi paesi dell’Est, possiamo vedere che lo corrispondenti nazionali di pesca al colpo sono ad alto ed altissimo livello. Ripeto. È solo una opportunità in più.”

Una delle frecce all’arco degli estimatori di questa tecnica è la sostanziale economicità rispetto al colpo…
“Certamente. Un tempo si diventava agonisti partendo dalla pesca amatoriale, con una attrezzatura tutto sommato semplice. Oggi non è possibile, se vuoi fare agonismo colpo devi avere una attrezzatura minima molto costosa. Con il feeder questo non serve; il feeder è una tecnica semplice, dove con una attrezzatura anche ridotta si possono affrontare competizioni impegnative come quella di oggi, con buoni risultati.”

Oggi c’erano quasi tutti i componenti della Nazionale, qui ad Ostellato…
“Si e già ieri ho potuto vedere che sono tutti ben motivati e carichi. Oggi ho pescato a fianco di De Pascale ed abbiamo combattuto sportivamente fino all’ultimo pesce. Stefano Mariotti ha realizzato il secondo peso assoluto con oltre 12 chili; Monego era in Nazionale lo scorso anno. Speriamo che al prossimo Mondiale ci si possa togliere di dosso quell’ultimo assoluto che ha segnato il nostro debutto internazionale, lo scorso anno, proprio in casa. A metà aprile andremo in Belgio per visionare una competizione sul campo di gara del Mondiale 2012, sperando possa servirci per inquadrare bene quella difficile situazione.”

Cosa ne pensi del fatto che la Lenza Emiliana Tubertini abbia inserito nel novero delle proprie specialità anche un team di feeder fishing?
“Ritengo che la scelta di ampliare il proprio raggio d’azione denunci una sensibilità a questa nuova tecnica ed una apertura anche mentale verso questo metodi pesca e ad ipotetici nuovi scenari. Il fatto che sia stato istituito un Mondiale significa che la tecnica, anche per la Federazione, ha un futuro e quindi Tubertini ha voluto mettersi al passo sin da subito con un suo team, di cui 2 componenti sono già atleti Azzurri.”


                                                                                                     

                                                                                                        Marco Scartabellati – foto ed interviste Angelo Borgatti