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Giuliano Prandi Leader nell'italiano individuale

Giuliano Prandi Leader nell'italiano individuale

La seconda prova dell’Italiano individuale disputata domenica 9 giugno ad Adria ha mostrato ai 250 partecipanti una versione nuova e per certi aspetti inaspettata del campo gara delle Chiatte, che si è presentato nel corso del week end con differenti condizioni di velocità. Per molti dei presenti, che lo avevano visto in occasione del Campionato Italiano per Società o altre manifestazioni svoltesi in primavera, quelle del canale rodigino sono state condizioni nuove, da studiare, per capire il modo migliore per affrontarlo con profitto. Tra coloro che si sono trovati in questa situazione anche Giuliano Prandi della Lenza Emiliana Tubertini, che guida la classifica provvisoria del massimo campionato individuale della pesca al colpo.

Con il campione di Reggio Emilia, sempre disponibilissimo alle risposte, ho cercato di analizzare l’approccio che lo ha portato in pole position prima del rush finale di Umbertide.

 

Allora Giuliano, un Canal Bianco diverso da come te lo aspettavi…

“Certamente si. L’ultima volta che ci avevo pescato era stato in occasione del Campionato Italiano per Società, quando vincemmo la gara, ma le condizioni erano completamente opposte e la pesca pressochè a senso unico alle breme, che rispondevano moltissimo se si facevano le cose in un certo modo. In questo week end abbiamo trovato un canale molto tecnico, con dei cambi di velocità importanti ma dislivelli meno sensibili, e diverse scelte strategiche da valutare, anche opposte tra loro, oltre ad una pescosità mediamente molto inferiore. Il giorno della gara sono stato sorteggiato al n° 10 del settore iniziale della sponda destra, un picchetto sulla carta non favorevole. Avevo un fondale bello e soprattutto molto profondo, di quasi 5 metri, e la mia pescata l’ho impostata prevalentemente a 13 metri. Ne è uscita una gara per me molto bella e pescosa, tanto che termino con oltre 11 chili in mezzo a pesi decisamente minori.”

 

Vediamo allora, Giuliano, di entrare nel merito delle attrezzature che ti hanno coadiuvato per arrivare a questo risultato. Iniziamo dalla pasturazione, sempre estremamente importante quando si parla di breme…

“Ormai con questi pesci abbiamo trovato un mix molto efficace che riproponiamo spesso, variando al massimo le quantità di terra e di fouillis. Per la pasturazione iniziale a mano avevo bagnato 3 kg di Turbo Black V.D.E . mescolati con 3 kg di terra di riviere, quella del sacchetto verde, per intenderci. Come attrattore una busta di brasem al caramello e dei bigatti stirati. Con queste quantità sono usciti circa 9 lt di preparato, 6 dei quali li ho gettati all’inizio e 3 li ho tenuti per alimentare durante la gara. Per il fouillis ho preparato 8 litri di terra di somma nera bagnata come pongo. Di questi, 4 li ho scodellati all’inizio con dentro ¼ di fouillis, mentre i restanti 4 litri li ho mescolati al rimanente ½ lt. di fouillis e li ho usati come alimentazione durante le ore di gara.”

 

Un allestimento certamente complesso, Giuliano, ma inevitabile se si vogliono ottenere risultati importanti con questi pesci. Ho notato che hai tenuto almeno 3 litri di terra e pastura per alimentare durante la gara, oltre al classico pongo con il fouillis…

“Direi proprio di si. E’ importante entrare in quest’ottica di pasturazione diversificata e durante le prove avevo visto che pagava continuare a proporre anche della pastura oltre alla somme con il fouillis. Anche domenica , ma già anche in prova, mi è entrato qualche cefalo, e secondo me questi pesci, che possono essere anche molto grossi, amano si il fouillis ma anche la pastura ed io preferisco dargliene con regolarità. Durante la gara, infatti, ho alimentato sempre con una pallina di somme e fouillis ed una di terra e pastura.”

 

Torniamo ai materiali con cui hai preparato le tue lenze. Quali galleggianti hai scelto per queste gare alle Chiatte?

“Visto che la tavola delle maree ci indicava un acqua in forte rallentamento durante la mattinata, avevo preparato delle punte della Concept8 montate con degli Skipper da 8 a 20 grammi e tre kit con dei PRO 109 da 3, 5 e 8 grammi. Per preparare le lenze con gli Skipper ho usato del NEXT da 0.018 e 0.20 mm, mentre per i PRO 109 sono sceso allo 0.16. Gli ami, legati con terminali da 0.14mm di NEXT, sono stati dei 14, 15 e 16 della serie 18.”

 

La partenza con quale lenza l’hai fatta?

“Nei primi minuti ho pescato con lo Skipper da 20 grammi, per passare poi a 15. Man mano che la velocità calava mi alleggerivo e la maggior parte della gara l’ho fatta con il PRO 109 da 8 grammi e qualche giro anche con il 5. In queste condizioni di velocità più contenute io preferisco un galleggiante di forma classica come il PRO 109, molto versatile e di facile lettura in pesca. Il filo passante interno mi consente di variare facilmente e spesso, anche di pochi centimetri, la profondità di pesca per trovare l’assetto giusto con cui proporre l’esca.”

 

Un commento finale sulle Chiatte…

“Ho trovato un campo gara molto versatile, con diverse scelte tecniche possibili, e questa è sempre una condizione auspicabile e che mette in risalto il concorrente più completo, che sa fare le scelte migliori. Il Canal Bianco è un campo in cui occorre far caso a tante sfumature come il livello dell’acqua, la conformazione del picchetto, la velocità che può cambiare spesso durante la gara. Molto importante è anche capire come preparare la pasturazione e come gestirla nel corso della gara, il grado di bagnatura, ecc. In definitiva un campo di gara ottimale, con diverse linee di pesca e che spero di poter conoscere ancora meglio in futuro.”

 

Vorrei terminare con una considerazione sul prossimo appuntamento, quello di Umbertide…

“Non vado ad Umbertide da qualche tempo, quindi non conosco gli ultimi sviluppi del fiume in gara. Certamente credo sarà una gara difficile, con diverse alternative che varieranno molto a seconda della zona ed in cui la componente fortuna in relazione al picchetto non è secondaria. Ci sono zone dove prevale la pesca finissima ai cavedani ed altre dove si fanno le carpe quasi come in carpodromo, quindi molto diverse tra loro. Per le mie caratteristiche e per le mia conoscenze preferivo altri campi di gara, comunque mi preparerò certamente al meglio, cercando di andare a provare anche in anticipo.”

 



 

                                                                                                                                        Angelo Borgatti