Tubertini Media Tubertini Media Tubertini Media Tubertini Acquadolce
Tubertini Acquadolce
VIttoria GPO Tubertini in Garda Alto

VIttoria GPO Tubertini in Garda Alto

La terza prova del Trofeo di serie C di Bologna ha visto la bella affermazione della squadra B del Gruppo Pesca Ortofrutticolo Tubertini, che ha centrato la vittoria sul difficile campo di gara del Garda Alto, canale ubicato nel territorio del comune di Medicina (Bo).

Gianni Pezzoli, Davide Viaggi, Giuliano Marinella e Roberto Emiliani sono i componenti della formazione del Presidente Rizzatti, che con questo successo si sono insediati al secondo posto della graduatoria generale, a sola ½ penalità di distacco dalla capolista Casalecchiese Tubertini.

Dalle parole di Davide Viaggi il racconto della gara del quartetto bolognese:

Sapevamo in partenza che ci saremmo trovati di fronte un campo di gara ostico e da interpretare picchetto per picchetto, con il denominatore comune di creare il minor disturbo possibile, alla ricerca quasi obbligata di qualche abboccata vicino al canneto della sponda opposta. Il canale è ben popolato di carassi, bremette, carpe ed altre specie, ma in occasione delle rare gare che vi si disputano le sue acque sembrano pressoché deserte, visto che il pesce tende a nascondersi nel fitto canneto opposto in attesa che i rumori della gara si esauriscano. In queste occasioni occorre effettuare una pasturazione contenuta, estremamente precisa ed attirante come qualità, dal momento che la quantità deve essere forzatamente ridotta. Noi abbiamo usato un mix di Turbo Classic e Gold Medal Brown, una miscela a grana medio fine e molto efficace quando si debbono affrontare acque popolate sia da abramidi che da carassi. Abbiamo aggiunto solo qualche pinkerino stirato allo sfarinato, per non saziare troppo i pesci, spesso di taglia modesta, che si possono incontrare in gara. L’uso dei bigattini in colla, pochi, è da valutare di volta in volta a seconda della resa del picchetto. In ogni caso occorre un incollaggio non troppo tenace, che mantenga ben in vita le poche larve che si fiondano con delicatezza a d un paio di metri dalla sponda opposta. Come tecnica si può partire a roubaisienne, magari a filo lungo, per poi passare all’uso di una bolognesina o una inglesina montata con galleggianti di portata modesta, a seconda della velocità dell’acqua. E’ una pescata quasi sempre modesta, di ricerca, che può dare però delle belle soddisfazioni.”

 

 


                                                                                                                                         Angelo Borgatti