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Prandi e Carraro leader Club Azzurro 2011

Prandi e Carraro leader Club Azzurro 2011

Le ultime due prove del Club Azzurro di Pesca al Colpo, disputate il 15 e 16 ottobre scorso ad Ostellato Covato, hanno decretato il successo dei due alfieri della Lenza Emiliana Tubertini Giuliano Prandi e Simone Carraro, che hanno sbaragliato una concorrenza agguerrita e di altissimo livello.

Come sempre in questo campo gara, l'oggetto delle attenzioni dei 50 agonisti presenti sono state le breme e le necessarie scelte tecniche per insidiarle con successo. 

L'esperienza e la cifra tecnica dei nostri campioni, abbinate alla qualità dei materiali impiegati, hanno, ancora una volta, decretato il loro successo in una competizione importantissima come questa.

Pescando da tanti anni assieme Giuliano e Simone hanno preparato la gara in assoluta sintonia, con scelte tecniche pressochè identiche, segno evidente dell'affiatamento e della condivisione dei risultati delle tante prove eseguite sul campo di gara, coordinati dal sempre presente C.T. Franco Galliani.

Ma sentiamo dalle loro parole come si sono svolte queste due ultime, importanti gare, come le hanno impostate e con quali materiali.

 

Comincio da Giuliano Prandi, leader della classifica finale:

Quali sono state le miscele di terre e pasture che avete preparato per attirare e trattenere le abramidi di Ostellato sotto la cima delle vostre EVOLA8000?

“Ormai da tempo abbiamo visto che il mix più idoneo, qui ad Ostellato, é costituito da 2 parti di Turbo black di Van den Eynde ed una di Gold Medal brown di Tubertini, addizionati da una 1/2 busta di brasem al caramello Van den Eynde. Una volta inumidita la pastura al punto giusto, aggiungo un pacco di Terra di Fondo Van den Eynde, precedentemente setacciata fine per eliminare tutti i grumi. Quindi si miscela bene il tutto con il trapano, aggiungendo eventualmente poca acqua con il vaporizzatore. In questo modo si ottiene un composto molto versatile, che posso modulare sia per uno sfaldamento piuttosto veloce che molto tenace, a seconda della pressione con cui lo stringo; eventualmente, se voglio far durare nel tempo la mia palla di pastura, mi inumidisco la mano prima di gettarla in acqua e la compatto ulteriormente. E' molto importante poter disporre di una pastura adattabile alle esigenze, perchè spessissimo ad Ostellato le condizioni di pesca cambiano di volta in volta ed anche durante la stessa gara ed occorre capire in fretta come, cosa e quanto dare alle breme, pena il loro allontanamento dal nostro posto di pesca.” 

 

A Simone Carraro chiedo come hanno proceduto per la pasturazione con il fouillis...

“Quando si può impiegare il fouillis nella pasturazione, come nel caso di queste gare di Club Azzurro, quest'esca diventa la maggior attrattiva per le abramidi, che ne sono ghiotte. Ecco che diventa fondamentale capire come è meglio somministrarlo, per non ottenere effetti indesiderati o sciupare del materiale così prezioso, e costoso, come il fouillis.

Il veicolo migliore per portare le larve rosse sul fondo è sempre la terra, anzi le terre, visto che ne esistono di diverse tipologie, ognuna con caratteristiche specifiche. Noi abbiamo preparato una miscela con 3 sacchetti di Terra di Somma Van den Eynde e 3 di Terra di Fondo Van den Eynde, ben setacciate da asciutte; a questo punto dividiamo il mix in due parti: una bagnata moderatamente con il vaporizzatore, che rimane aperta e sgranata ed alla quale si abbina un certo quantitativo di fouillis, solitamente poco, anche in relazione a quanto si ritiene pescoso il picchetto o alla taglia dei pesci presenti, l'altra, ancora addizionata di fouillis ma in misura maggiore, viene bagnata e lavorata maggiormente per ottenere quello che si definisce PONGO; in caso di necessità si possono addizionare queste terre con della bentonite per avere una maggior consistenza. Questi due composti saranno impiegati tanto per la pasturazione pesante iniziale, a mano la prima, con il cupping kit la seconda, che per alimentare durante la gara, privilegiando uno o l'altro in relazione all'andamento della pescata ed alla risposta delle breme. In caso di risposta decisa dei pesci noi preferiamo continuare con della roba dura, ben localizzata sul fondo, mentre se i pesci sono più svogliati o di piccola taglia, una terra a fumare, con più Somma dentro, che fa una colonna che cala lentamente sul fondo rilasciando il fouillis in caduta, può essere la scelta migliore.”

 

Simone, mi sembra di capire che in questa parte stia buona parte del “segreto” di una buona gara o meno...

“Esatto, l'analisi del campo gara, la preparazione e l'impiego corretto delle terre per il fouillis e della pastura  rivestono una importanza preponderante sull'esito della gara. Noi della Lenza Emiliana, abbiamo trascorso tantissimo tempo a provare varie soluzioni e composti, e continuiamo tutt'ora in queste prove.”

 

Torniamo a Giuliano, cercando di analizzare le lenze che hanno predisposto per Ostellato e le loro geometrie...

“Dal momento che si possono prospettare situazioni anche molto diverse tra loro, qui a Covato, è stato necessario predisporre un certo numero di punte con grammature molto diverse. Infatti abbiamo preparato delle lenze da 0,50 fino a 3 grammi, doppiando alcune di queste in relazione alla quantità di appoggio che volevamo dare all'esca. Le più usate comunque sono state quelle da 1 e 1,50, anche se le abbiamo girate quasi tutte, durante le due gare. Le geometrie delle lenze qui a Covato sono relativamente semplici e prevedono un bulk posizionato a 30/40 centimetri dall'asola del terminale, con alcuni, pochi, pallini posizionati in mezzo. Il numero e la misura di questi variano in relazione alla portata del galleggiante. Io ne metto solitamente due, equidistanti tra loro, Simone preferisce metterne anche 3, queste sono scelte personali dettate dalla sensibilità di ognuno, ma il principio rimane lo stesso: occorre una lenza ben stesa sotto il galleggiante per avere un contatto quanto più possibile “diretto” tra segnalatore ed esca, per evidenziare anche i movimenti più lievi dell'antenna. Io avevo preparato delle lenze da g.0,50/0,75/1/1,50/2 con un bulk a 30 cm. e due pallini, rispettivamente a 20 e 10 cm. dall'asola per pescare a sfiorare o in appoggio di 2/3 cm. Per la pesca in appoggio, 15/30cm., le mie lenze erano da 0,50/1/1,50 con un bulk più alto, a 35 cm, due pallini sotto e terminali da 30cm.”

 

Simone, vuoi descrivermi i materiali che avete impiegato per realizzare le lenze?

Come galleggianti qui ormai usiamo prevalentemente i PRO 107, un fiaschetto con un collarino molto accentuato per evidenziare bene anche le starate. Una particolarità di questo modello é il leggero prolungamento del corpo nella parte inferiore, quasi un altro collarino abbozzato ma alla rovescia, che si rastrema perfettamente con la deriva in carbonio, piuttosto lunga. Questa caratteristica conferisce maggior stabilità al galleggiante, che ha anche una entrata in pesca molto veloce. In questa serie l'antenna é in plastica ad alta visibilità, perchè spesso le condizioni di luce qui sono difficili.

I monofili che abbiamo usato sono stati il Tatanka dello 0,115 e 0,125 per la madre lenza, mentre i finali,  dello 0,08/0,09/0,10, li abbiamo realizzati con il PIU'PIU'. Gli ami sono i famosissimi 2opachi, nelle misure 16/18/20.”

 

Simone, prima Giuliano ha parlato di appoggio sul fondo, vuoi farci un po' di chiarezza in merito a questo importante elemento della pescata alle breme?

“Solitamente qui si impiegano il ver de vase ma anche il bigattino o il caster.  Indicativamente, quando si può impiegare il fouillis nella pasturazione, si tende ad innescare il ver de vase, singolo o in più fili. Ma non sono rare le occasioni in cui, per selezionare la taglia o tentare anche la carta del carassio grosso o semplicemente per variare in caso di pescata scarsa, si usano con successo anche bigatti e caster.

E' molto importante capire quanto sia meglio appoggiare l'amo innescato sul fondo, dato che questo fattore cambia spesso nella pesca a questi pesci. Come indicazione di base si può dire che impiegando il ver de vase come innesco si tende a stare rasofondo con l'esca, fino ad un appoggio massimo di qualche centimetro, corrispondenti a circa mezzo galleggiante. Con bigattini o caster si tende ad appoggiarsi 20/30 centimetri ed anche più. In relazione all'appoggio é importante anche la lunghezza del terminale che impieghiamo: nella pesca a filo fondo i terminali saranno più corti (18/20 cm.) mentre quando ci andremo ad appoggiare sul fondo useremo dei finali da 25/30 centimetri. Questo in linea sempre indicativa, perchè spesso qui si verificano situazioni opposte e sono solo la sensibilità e l'esperienza del pescatore che possono far cogliere la necessità del momento.”

 

Siete stati entrambi, più volte, in Nazionale; ci tornerete il prossimo anno grazie a questo bellissimo risultato conquistato oggi. Cosa vi aspettate dalla maglia Azzurra?

 

Giuliano Prandi

“Con questa è la seconda volta che vinco il Club Azzurro, al quale partecipo ormai da oltre 15 anni. Torno in Nazionale dopo l'Europeo del 2010 in Portogallo, dove arrivai anche terzo a livello individuale. So benissimo che la concorrenza per il posto é durissima, visto il valore degli attuali Azzurri campioni del Mondo, ma spero comunque di poter essere utile per la Squadra azzurra.”

 

Simone Carraro

“Anch'io faccio parte del Club Azzurro da tantissimi anni, e diverse volte sono arrivato sul podio. In Nazionale sono entrato nel '97 e vi sono rimasto alternativamente fino al 2007, anche con buoni risultati. Ci tornerò nel 2012 con la stessa voglia di fare bene e il mio impegno sarà, come sempre, totale. Poi sarà il C.T. a fare le giuste valutazioni e scelte.”

 

Ragazzi, vorrei chiudere questa chiaccherata con una previsone: scometto con voi che con la maglia Azzurra vi siederete sui vostri panchetti per difendere i colori dell'Italia, magari nell'Europeo 2012...

Ad majora!

 



                                                                                                                                              Angelo Borgatti