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Lenza Emiliana in luce all'Italian Master Feeder

Lenza Emiliana in luce all'Italian Master Feeder

Si è svolto Sabato 3 novembre ’12 nel tratto vecchio del canale Circondariale di Ostellato l’Italian Master Feeder edizione 2012.

Per il secondo anno consecutivo l’organizzazione a cura di Alessandro Scarponi, Luca Caslini e, per il Feeder, di Stefano Linati, è riuscita nella non semplice impresa di portare sul canale ferrarese più di 500 pescatori in questa che ormai è diventata una prestigiosa competizione internazionale.

La scelta di svolgere la competizione il sabato e la crisi economica galoppante unita al ricordo della scarsissima pescosità dello scorso anno, hanno causato qualche defezione e le coppie iscritte sono state solo una trentina.

Contrariamente allo scorso anno, il tempo è stato favorevole con una giornata discreta e a tratti soleggiata con vento debole e temperatura mite per essere Novembre, che ha favorito i concorrenti anche se le copiose piogge dei giorni precedenti hanno allentato il terreno e il fango l’ha fatta da padrone sugli argini già non in perfette condizioni, rendendo le sponde insidiosamente cedevoli.

Il tratto di campo gara assegnato alla specialità Feeder quest’anno era su Ostellato vecchio, a cavallo del cancello di ingresso al campo gara, per cui circa al km. 5.

La gara è stata impostata come al solito sulla cattura delle grosse bremes, che in questo periodo, come si era potuto verificare nelle prove del venerdì, stazionavano su una linea immaginaria attorno ai 50 - 55 mt; sulla linea corta dei 35 mt. le catture erano poco continue e di piccole-medie dimensioni, con sporadiche entrate dei pesci di taglia, mentre a tiro di roubasienne si sono prese solo placchette e anche qui con scarsa continuità.

La strategia per la pescata di coppia consisteva in questo caso nel pescare su due linee diverse per cercare di non disturbarsi troppo, utilizzando un feeder a gabbietta, pastura Turbo Black con bigatti morti e caster alternata ad una pastura a base di farina di pesce; come esca è stata una pesca quasi esclusivamente con un innesco misto del piccolo verme d’acqua abbinato al bigattino morto o al colorato.

L’attrezzatura utilizzata in questa gara è stata la nuova canna top di gamma Tubertini la Next Generation 3.60 canna studiata in Germania ed adatta a lanciare sulla linea dei 35 metri. Come mulinello ho utilizzato un Vertigo 4500 caricato con lenza madre Spinner dello 0.18 e terminali Gorilla Silver dello 0.14 o Fluorine dello 0.128 e ami Tubertini serie 26 del n. 16 o del n. 14.

Il mio socio Michele Capoccia ha pescato sulla linea lunga che, come scritto in precedenza, garantiva più continuità di catture e taglia maggiore, facendo gran parte del peso portato alla bilancia; io mi sono difeso discretamente sulla linea corta con una decina di pesci e, nelle due ore finali, quando il pesce è calato un po’ per tutti, sono riuscito a pescare (è proprio il caso di dirlo) il Jolly con la cattura di un Bremone ( la maiuscola è voluta) da un paio di chili innescando due caster, cattura che è risultata fondamentale per la vittoria del settore: portiamo alla bilancia più di 17 kg. di bremes di varie taglie, risultato di una pescata molto divertente.

Ottimo risultato anche per i colleghi Marchese e Mariotti: i rispettivi terzi di settore ci consentono di salire sul secondo gradino del podio finale, risultato molto soddisfacente in una competizione tanto blasonata.

 

 

 

                                                                                                                    Marco Scartabellati - Angelo Borgatti