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Tubertini Acquadolce
Da Parma per uno scudetto

Da Parma per uno scudetto

Nei Campionati giovanili Colpo disputatisi a metà settembre in Fiuma, lo Scudetto Under 18 è stato appuntato sul petto di una più che promessa del nostro agonismo: Gianluca Botturi.

Gianluca, classe ’95, da Parma, ha fatto la classica trafila di tanti bambini che, all’età di 7/8 anni, al mare, sentono il richiamo dell’acqua e dei pesci e vogliono cimentarsi non solo con i video giochi ma anche con una canna da pesca. Ecco quindi che la mamma del nostro lo accontenta regalandogli la classica cannetta fissa da usare dagli scogli per tentare paganelli, bavose e cefalotti, probabilmente ignara che in quel momento stava piantando un seme che, da lì a 10 anni, lo avrebbe portato sul gradino più alto del podio in un Campionato Italiano!

Da quel giorno, infatti, Gianluca si accende di passione per la pesca e, tornato a casa, inizia a cercare qualcuno a cui accodarsi per apprendere tutti i mille segreti dell’arte. Il papà non è un pescatore ( -“non sa prendere in mano un pesce” – come dice lo stesso Gianluca – “ma mi è di grande aiuto in gara, perché è l’unico che non mi vuole insegnare a pescare ma mi lascia fare con la mia testa…”), ma questo non gli impedisce di sviluppare la sua passione e a 10 anni entra in quella fucina di giovani talenti che è la Salso Marlin Tubertini di Salsomaggiore Terme (Pr), cittadina dell’Appennino Emiliano nota non solo perché vi si svolge il concorso di Miss Italia ma anche per la grande vocazione alieutica ed agonistica.

Con la Salso Marlin Tubertini Gianluca partecipa già alle gare provinciali, dapprima dei Pierin Pescatori e poi all’attività in carpodromo con i  grandi, che segue in estate ed inverno, in qualsiasi condizione.

Da allora ha sempre vestito i colori del sodalizio parmense, con cui partecipa al Campionato Promozionale a squadre provinciale, e che lo hanno portato, in questo 2012 che lui sicuramente ricorderà tutta la vita, dapprima al Titolo provinciale tra gli Under 18 e all’ottavo assoluto tra i Seniores di 2^ Serie di Parma e, soprattutto, allo Scudetto nazionale di categoria.

 

Ma veniamo con Gianluca a quelle che sono state le due gare in Fiuma che lo hanno portato ad indossare la maglia di Campione Italiano 2012 Under 18.

 

Gianluca, vuoi parlarmi di quel fantastico week end di metà settembre?

“Certo! Innanzitutto debbo dire che conosco abbastanza bene il campo gara perché ci disputiamo diverse competizioni  durante l’anno. Questo non significa che sia facile per noi pescarvi, perché la Fiuma non è mai uguale ogni volta ma occorre saperla interpretare ad ogni gara, anzi in ogni momento, perché spesso la pescata cambia anche nel giro delle tre ore.

La gara del sabato è filata via liscia ed ho vinto il settore con circa 9 kg di carassi pescati prevalentemente a mais; la domenica ho avuto più difficoltà e, pescando a bigattini, dopo circa due ore ero messo veramente male. Nell’ultima ora ho tentato nuovamente la carta del mais e sono riuscito a recuperare completamente riuscendo a vincere ancora il settore.”

 

Cosa intendi, Gianluca, quando parli di una pescata a mais in Fiuma?

“In Fiuma si usa spesso il mais come esca, serve anche per selezionare la taglia dei carassi quando c’è una buona pescosità e l’acqua non va troppo forte. Per pescare correttamente occorre fare una spallinata di circa 10/15 cm sopra l’asola di un terminale sempre da 15 cm. Come galleggianti per il mais ho usato dei PRO91 di Tubertini da 1, 1.5 e 2 grammi montati su una madrelenza dello 0.14 del Dragon Neutral Tubertini. I terminali per il mais li ho fatti con del PiùPiù  Tubertini dello 0.117 e 0.128 per legare degli ami del 16 della serie 18. E’ una lenza da impiegare generalmente con pochissimo appoggio, sopra la pasturazione.”

 

Immagino però che tu abbia pescato anche con i bigattini, quindi con lenze specifiche…

“Certamente. Su queste punte avevo montato dei PRO100, un galleggiante  con l’antenna in fibra di vetro, più sensibile, perché con il bigattino i carassi spesso sono più diffidenti. Le lenze andavano da 0.75 a 2 grammi su una linea dello 0.128 Fluorine e dei terminali da 20 cm di PiùPiù dello 0.90 e 0.104. Come amo per il bigattino io uso la serie 2opaca di Tubertini. Con il bigattino qui in Fiuma occorre presentare l’esca quasi sempre con un po’ di appoggio, anche se l’acqua non muove troppo.”

 

Non abbiamo parlato della pasturazione Gianluca…

“In Fiuma un mix che abbiamo visto funzionare molto bene è composto da Gold Medal Brown Tubertini e Turbo Black Van den Eynde, in parti uguali, con l’aggiunta di terra da fondo sempre di Van den Eynde, in quantità proporzionale alla velocità della corrente, anche se un pacco almeno lo metto sempre. E’ una miscela molto versatile, che si può far lavorare bene in ogni situazione a seconda di come viene bagnata e stretta.”

 

A chi vuoi dedicare questo Titolo, Gianluca?

“Come ti dicevo, a mio padre, che mi segue sempre pur non condividendo questa mia passione, e a Luca Pioli, della Salso Marlin, che mi da tanti consigli tecnici e che stimo tanto anche per le sue doti umane. Luca riesce ad insegnarmi senza farmi sentire la pressione e senza agitarmi, lasciandomi pescare come credo in quel momento. Io detesto moltissimo che mi venga imposta una tecnica o una scelta strategica, perché credo che la competizione debba essere impostata da me, con la mia testa, seguendo il mio istinto. La pesca è un arte soggettiva, in cui nessuno può imporre ad altri le proprie idee.”

 

 

                                                                                                                                        Angelo Borgatti