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Tubertini Acquadolce
Podio regionale all'inglese Emilia Romagna

Podio regionale all'inglese Emilia Romagna

Disputato domenica 17 marzo, il Trofeo Regionale Emilia Romagna di Pesca all’Inglese a coppie e squadre ha visto salire sul podio due formazioni taggate Tubertini, rispettivamente il Team Crevalcore di Bologna e la Sps Aurora di Parma.

Questo importante appuntamento era intitolato alla memoria di Lorenzina Galliera, notissimo Giudice di Gara nazionale, presente sui campi di tutta Italia per diversi lustri e membro del Comitato di Settore degli anni ’90.

Si è trattato di una competizione estremamente difficile, disputata in condizioni di scarsissima pescosità, peraltro già manifeste anche nel corso delle prove. Se aggiungiamo a questo quadro anche la velocità della corrente nella prima parte della gara e l’acqua velata, probabilmente frutto delle precipitazioni dei giorni precedenti che hanno causato le piene dei fiumi limitrofi, si spiegano le grandi difficoltà che hanno trovato in tantissimi a decifrare questa gara. 

La tecnica obbligatoria all’inglese ha visto la maggior parte dei concorrenti impostare la prova sulla distanza dei 30/40 metri, alla ricerca di qualche breme attirata su di una pasturazione precisa e più o meno abbondante fatta con sfarinati e terra. Pochi e non sempre pagati, viste le condizioni non facili, coloro che hanno optato per una ricerca sulla lunghissima distanza, verso la sponda opposta, di qualche pesce di taglia. 

Nonostante le difficoltà innegabili sono state ben 4 le formazioni che hanno visto le proprie coppie vincere entrambe e portare in classifica 2 sole penalità. Tra queste, prima squadra assoluta sulle oltre 100 presenti, si è classificata la formazione del Team Crevalcore Tubertini composta da Ferrera/Biscaro, che hanno vinto il loro settore con 2.380 punti, e Trevisan/Montagnoli, vincitori con 4.700.

Sempre 2 penalità complessive ma un peso totale minore, sono quelle realizzate dalla Aurora Tubertini di Parma, le cui coppie Bottazzi/Tedeschi e Pagliari/Della Tommasina hanno regolato i propri settori rispettivamente con 4900 e 510 punti.

 

E’ proprio dalle parole del Campione Italiano Disabili 2012, Giovanni Bottazzi, componente della coppia parmense che ha sfiorato i 5000 punti, che cerchiamo di analizzare i dettagli tecnici della loro gara:

 

“Per correttezza voglio anticipare che siamo stati sorteggiati nell’ultimo picchetto del campo di gara, vicino al ponte del km. 8,5, sicuramente un posto favorevole. Vista la velocità dell’acqua all’inizio ed il picchetto, abbiamo impostato la nostra gara sulla corta distanza, poco oltre il limite stabilito dal regolamento della gara (20 mt), cercando la massima precisione nella pasturazione e nell’azione di pesca, impiegando galleggianti estremamente sensibili e molto tarati. 

E’ stata una scelta azzeccata che ci ha fatto cestinare diverse bremette ed anche alcuni pesci di taglia notevole. Io stesso ne ho avuta una di almeno 1,5 chili che sicuramente ci ha aiutato molto nel realizzare il peso finale.”

 

Vuoi dirmi Giovanni come avevi preparato le tue canne?

“Per questa distanza avevo preparato due T-Match2  di Tubertini, una  4,20 mt azione M ed una 4,50 ad azione H. Su quest’ultima avevo preparato una lenza con un PRO115 da 25 grammi, un modello nuovissimo, in penna di pavone con incollata sopra un antenna cava di dimensioni generose, molto visibile ed ideale per pescare con acque in movimento facendo dragare sul fondo almeno un metro di lenza. Questo tipo di montaggio, con pochissimo piombo in lenza, aiuta a rallentare la discesa della lenza per effetto della corrente e consente di vedere qualche mangiata. Ho scelto un modello molto pesante proprio per accentuare l’effetto frenante sulla passata, tarandolo il più possibile.

Quando la corrente ha rallentato, dopo circa un ora, sono passato  ad usare la 4.20 azione M, montata con  i nuovi PRO110, un bellissimo galleggiante inglese sul quale si possono abbinare differenti tipologie di antenne insert a seconda delle necessità. Pescando a questa distanza abbiamo usati le antenne più sottili, quelle da 2 mm cave, ben visibili anche se tarate allo spasimo e sensibilissime sulle calate timide delle bremette, pescate in questo caso con pochissimo appoggio. Debbo dire che per noi è stata una bellissima pescata.”

 

 

Una squadra che comprende ben due Azzurri, questa della Aurora Tubertini di Parma. E’ la volta di Tino Pagliari, componente della Nazionale Master Campione del Mondo 2011 e Vice Campione del Mondo 2012, con il quale affrontiamo il capitolo pasture.

 

Tino, un Ostellato difficile da interpretare anche come pasturazione…

“Sicuramente. La velocità della corrente varia abbastanza repentinamente e le breme sono abbastanza  lunatiche ed apatiche. Noi abbiamo pensato di realizzare un mix abbastanza stabile sul fondo ma che lavorasse in tempi non lunghissimi. Abbiamo miscelato un pacco di Turbo Black Van den Eynde con l’equivalente di Matrix Brown Tubertini, a cui sono stati aggiunti 2 chili di Terra di Fondo. Come attrattore noi usiamo il Brasem Van den Eynde ed un po’ di bigattini stirati.

Purtroppo la nostra gara è stata estremamente difficile e vinciamo il settore con soli 510 grammi. “

 

Il vostro abbinamento con il marchio Tubertini è appena iniziato…

“ Si, siamo entrati nella famiglia Tubertini proprio da pochi mesi e questa è la prima uscita ufficiale con il loro logo sulle maglie e con la loro attrezzatura. E’ quindi una grande soddisfazione aver inaugurato la nostra collaborazione con Tubertini nel migliore dei modi, centrando subito un podio in una gara ufficiale come questa. Sono sicuro che sarà  di buon auspicio anche per il futuro.”

 

 


                                                                                                                                        Angelo Borgatti