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Tubertini Acquadolce
Ancora e sempre Simona!

Ancora e sempre Simona!

Con una regolarità ed una longevità sportiva che hanno pochi eguali nel mondo sportivo, Simona Pollastri torna dal suo 20° Mondiale con altre due medaglie al collo, due bronzi, a squadre ed individuale, che valgono ben di più, emotivamente e sportivamente, del loro già alto valore simbolico: sono l’ennesima conferma di un valore tecnico purissimo e di una costanza di concentrazione e determinazione che sono prerogativa solo dei grandi campioni.

Simona Pollastri, da Modena, è innegabilmente l’emblema della Pesca al Colpo agonistica femminile italiana ed una delle icone di questo sport in Europa, sicuramente la più titolata, da sempre presente nelle rassegne iridate da quando questa categoria è stata istituita a livello internazionale dalla CIPS.

Da quel primo Mondiale del ’94, in Bulgaria, dove le Azzurre salirono sul gradino più alto del podio e lei, Simona, agli albori di una storia sportiva strepitosa, si fregio il decoltè con l’argento individuale, l’atleta della Lenza Emiliana Tubertini ha appeso ancora alla sua bacheca personale:

 

A SQUADRE

6 ori  (96 – 98 – 00 – 01 – 07 – 11)

4 argenti  (02 – 04 – 05 - 08)

6 bronzi (97 – 99 – 03 – 06 – 10 – 13)

 

INDIVIDUALI

2 ori (96 – 98)

2 argenti  (00 – 07)

2 bronzo (95 – 13)

 

Oltre, naturalmente,11 Titoli italiani individuali e vari podi!!!

 

 

Simona, sei appena rientrata dalla Slovenia dove, assieme alle tue compagne, hai disputato il 20° Campionato del Mondo femminile. Innanzi tutto il tuo commento sull’avvenimento e sul posto che hai trovato…

“Eravamo a Radece, sul fiume Sava, un posto meraviglioso che certamente rimarrà nel mio cuore per tutta la vita. Il fiume è splendido, le acque cono cristalline e nel punto dove eravamo noi compie una larga curva ed è largo almeno 100 metri. La profondità varia molto tra il tratto alto e quello a valle, anche a causa di uno sbarramento che ne rallenta la corrente. Nei settori a valle, A – B – C, si viaggiava sui 3-4 metri di profondità, nei tratti a monte, A e B, eravamo sugli 8/9! 

Pescare in questi due settori era anche un po’ problematico per questo, perché alle spalle l’argine era molto vicino e le manovre della canna non erano semplici, anche se, in definitiva, si staccava solo il pezzo 8 e si usava il resto come una canna fissa.

Con il passare dei giorni ci siamo rese conto che ci sono anche tantissimi pesci, di tutte le specie e di tutte le taglie, un vero paradiso della pesca!

L’organizzazione è stata buona, semplice ma puntuale in tutto.”

 

Come avete affrontato la settimana di prove?

Ti premetto che io non avevo mai visto il posto, neppure in cartolina. Al nostro arrivo il C.T. ci ha lasciate libere di provare secondo il nostro istinto ed avremmo poi fatto i correttivi in corso d’opera. Si è pescato pressoché esclusivamente a roubaisienne, perché la profondità più al largo era eccessiva e rendeva tutto più complicato. Inizialmente io ho pescato un po’ come si usa a Pisa, con poco appoggio sul fondo ed una banda piuttosto corta. Questo sistema si è dimostrato subito piuttosto buono ed abbiamo catturato piuttosto bene da subito. Essendo un posto molto pescoso, occorrono dei ritmi di pasturazione alti, costanti e precisi per avere continuità di catture. Abbiamo cercato di curare molto questo aspetto, che è anche uno dei più faticosi, oltre che capire bene il modo di far procedere e lavorare il galleggiante.”

 

Le tue due gare…

“Avendo visto che il fondo continuava a digradare anche oltre il limite della 11,50, abbiamo deciso di pescare esattamente sotto punta e pasturare leggermente arretrato, anche un metro, per impedire che la pastura finisse troppo oltre il punto di pesca. La pastura doveva essere molto stretta, dura, farcita con bigattini morti, caster e mais e tanti bigattini incollati con la ghiaia, molto stretti che facessero anche molto rumore quando la palla arrivava in acqua.

Le mie lenze le avevo preparate  con i PRO91 Tubertini da 1,5 grammi fino a 6 ma quelli che ho usato di più sono stati quelli da 2 a 4 grammi. Madre lenza del Tatanka Neutral  dello 0.185 e finali sempre Tatanka dello 0.165. Gli ami che ho usato sono stati quelli della serie 26, soprattutto il n° 12. Vista la qualità delle specie prevalenti, nasi e barbi, oltre che carassi e carpe, e la quantità, non si poteva andare troppo per il sottile.

Voglio dire due parole sulla roubaisienne, l’EVOLA 9500, che si è dimostrata eccezionale come robustezza, affidabilità e maneggevolezza. In questa settimana ha subito un test veramente eccezionale, senza fare una piega.”

 

Simona, un bilancio personale sul tuo ventesimo Campionato del Mondo…

“Come hai detto questo è stato il mio 20° mondiale e ci tenevo a far bene per celebrare questo anniversario. Credo, spero, di esserci riuscita; dal canto mio so di aver dato tutto quello che potevo dare durante questa settimana e sono contenta.”

 

Prima della partenza ventilavi che potesse essere il tuo ultimo Mondiale…

“Si, è vero. Ma io amo tantissimo questo sport e continuo ad avere dei risultati buoni, quindi come faccio a smettere…”

 

 

 

                                                                                                                  Angelo Borgatti - foto Marco Rosellini