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Fiastra senza segreti per Blue River Tubertini

Fiastra senza segreti per Blue River Tubertini

I ternani della Blue River Tubertini A si sono imposti alla grande nella 3^ prova del Trofeo d’Eccellenza Centro di Pesca al Colpo disputatosi il 17 luglio scorso.

Palcoscenico della gara del massimo Trofeo di Pesca al Colpo dell’Italia centrale il bacino di Fiastra, incantevole lago incastonato in un panorama incantevole, famoso per le sue acque cristalline e per i furbissimi cavedani che lo abitano, prede ambite delle gare che qui si disputano.

Tecnica regina di queste acque la pesca all’inglese, in una variante estremamente tecnica e difficile, pressoché introvabile in altri campi gara del paese.

Le lenze utili, in queste acque, possono essere di due tipi: una leggerissima realizzata con pallini piccoli distribuiti su alcuni metri di lenza per una pesca molto morbida in calata, oppure una lenza con un pallettone da 6/8 grammi per insidiare i cavedani sul fondo e a grande distanza. A completamento del tutto finali capillari dello 0.06/0.07 e ami micro delle misure 24/26. Per entrambe le tipologie i galleggianti impiegati sono dei waggler da 10/16 g. con inserti molto sottili e sensibili. Pasturazione a base di bigattini incollati e pasture con crisalide e formaggio.

Dalle parole di Daniele Fogliani, titolare del negozio Dama Sport di Terni e componente della squadra vincitrice della prova, il commento alla gara.

 

Daniele, complimenti per la bella affermazione, Chi ha pescato oltre a te oggi?

“La squadra è composta anche da Imperiali Carlo, Rossini Emanuele e D’ercole Giorgio.”

 

Vuoi spiegarci come avete realizzato le lenze vincenti, oggi?

“Abbiamo preparato una decina di canne all’inglese, le T Match di Tubertini, in varie versioni. Sostanzialmente la pesca qui a Fiastra si esplica alla ricerca dei cavedani, che si possono cercare in calata e sul fondo, che nel tratto di gara varia da 5 a 7 metri. Quest’anno la pesca in calata ha reso meno del solito, la maggior parte delle catture si sono fatte sul fondo.

Le mie lenze da calata le ho preparate su delle T Match 4.20 L montando dei PRO69 da 14/16 grammi montati scorrevoli su del filo UC6 Tubertini dello 0.16/0.18, con tre pallini dello 0 come battuta e sotto, collegato con una micro girella, uno spezzone da 3 metri di Top Scorer dello 0.12 su cui monto venti pallini del n° 10 montati a stringere verso l’alto; come finale preparo 40 cm. di Fluorine dello 0.07/0.08 per legare degli ami della serie 30 del 22/24. Questa è la classica lenza da partenza o da acque assolutamete ferme e senza vento.

Per il prosieguo della gara, se siamo in presenza di vento o comunque per pescare direttamente sul fondo, uso le T Match 450 M montate con dei PRO101 da 20g., sempre su madre lenza dello UC6 Tubertini. Prima della micro girella che collega il filo del mulinello con lo spezzone della lenza, metto un pallettone da 6/8 g. Nella lenza attiva, tra le due girelle, ci sono 2.5m. di Top Scorer dello 0.12/0.14 su cui applico 10 pallini del 9 equidistanti tra loro; il finale è simile al precedente, da presentare completamente appoggiato sul fondo.”

 

Sono geometrie abbastanza complesse, che richiedono una buona padronanza della tecnica…

“Non è difficile usare queste lenze, certamente occorre un certo allenamento nel lancio e nella posa in acqua, oltre che una notevole precisione. Abbiamo comunque la fortuna di avere delle attrezzature di alto livello che ci semplificano molto l’azione di pesca e tutto diventa più facile e piacevole.”

 

Non abbiamo parlato della pasturazione…

“Inizialmente facciamo un piccolo fondo di pastura rossa al formaggio, specifica per i cavedani poi si passa esclusivamente al bigatto in colla, lanciato con regolarità nella zona di pesca. Su questo aspetto è necessario specificare che, pur usando tutto il litraggio consentito di esche addizionato di almeno 4 chili di quarzo naturale, il composto da lanciare deve avere la caratteristica fondamentale di disgregarsi durante la discesa verso il fondo, per arrivare all’ultimo metro completamente aperto. In questo modo i cavedani rimangono in zona, sul fondo, alla ricerca dei bigattini che cadono liberi. Se le palle arrivano integre sul fondo il numero delle mangiate cala drasticamente. Per ottenere questo effetto noi usiamo la Rubber, la gomma arabica di Tubertini, che ci consente di modulare perfettamente l’azione di sfaldamento delle palle di bigattini incollati.”

 

                                                                                                                                              Angelo Borgatti