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La Lenza Emiliana torna bene dal Brian

La Lenza Emiliana torna bene dal Brian

All’indomani della seconda prova del trofeo d’Eccellenza Nord svoltasi il 6 maggio scorso, il bilancio della Lenza Emiliana Tubertini non può definirsi che estremamente positivo, dopo una prova insidiosa e dalle mille sfaccettature come sono spessissimo quelle che si disputano nel bello e dannato canale veneto.

La formazione B, composta da Mauro Belloni, Marco Corazza, Andrea Polesi ed Andrea Boni ha terminato la gara al secondo posto della graduatoria finale assoluta, con 11 penalità frutto di due primi di settore di Andrea Boni e Mauro Belloni, il quarto di Marco Corazza ed il quinto di Andrea Polesi, mentre la corazzata A si accomoda appena alla soglia del podio stesso, in quarta posizione di giornata, in virtù delle dodici penalità di Ferruccio Gabba e soci. 

Per i Vice Campioni d’Italia 2011 la gara del Brian vale la vetta della classifica provvisoria, con 5 penalità di vantaggio sui primi inseguitori dell’Oltrarno.

E’ di Mauro Belloni, della squadra B della Lenza Emiliana Tubertini, la voce che ci racconta della impostazione di gara adottata sul Brian:

Innanzi tutto voglio dirti che quella della Brian è stata una gara molto bella, difficile ma bella, e ti spiego il perché. Quest’anno, e non capitava da un po’, si è avuta una gara dalle diverse sfaccettature e possibilità, con la pesca all’inglese, nelle sue varie varianti, determinante ma non a senso unico, dal momento che anche la roubaisienne ha regalato delle belle soddisfazioni, con la cattura di varie specie di pesci, tra cui 

svariate breme, anche se non su tutta l’estensione del campo di gara.”

 

Spiegati meglio Mauro: solitamente la roubaisienne qui è una seconda o terza scelta tecnica…

“E’ vero, di solito, ma quest’anno non è stato così, non per tutti, ed io ne sono un esempio! La mia gara è stata per buona parte disputata a roubaisienne, volta alla cattura, pensa un po’, dei cefali!”

 

Beh si sa che qualche grosso cefalo ogni tanto esce dal cilindro del Brian ma sono per lo più episodi…

“Non quest’anno e, soprattutto, non con queste modalità: quest’anno si facevano i cefali a roubaisienne con fouillis e ver de vase. Quasi come le breme!

Cefali non grossi, da 200/300 grammi di media, insidiati su di un fondo di pastura ed una alimentazione di mantenimento con argilla umida e fouillis. Nella mia nassa, alla fine, ne avevo ben 18 su di un totale di 24 pesci catturati. Bellissimo!”

 

Ma quali prodotti avete usato come pasturazione per avere questi risultati?

“Per chi ha pescato all’inglese, come i miei compagni, la pastura che avevamo predisposto era una miscela in parti uguali di Gold Medal Yellow e Gold Medal Brown addizionate di circa 70 grammi di Touche Tubertini per chilo. Per la pesca a roubaisienne avevamo preparato, oltre alla pastura suddetta, anche della argilla umida Van den Eynde, quella del sacchetto marrone per intenderci, con all’interno del fouillis da scodellare. Come innesco per i cefalotti il migliore si è certamente dimostrato quello di 4/5 fili di ver de vase.”

 

Con quali materiali avete preparato le vostre lenze da roubaisienne e per l’inglese?

“Per la roubaisienne ho usato galleggianti della serie PRO 107 e PRO 109, a filo interno, da 1, 2 e 3 grammi, montati su del Tatanka da 0.12mm. I terminali consistevano in spezzoni da 20 cm di Fluorine Tubertini  dello 0.10 per legare degli ami del n° 18 della serie 18. La piombatura andava fatta piuttosto raccolta per entrare in pesca rapidamente e tenere in tensione la lenza.”

 

Raccontami anche i montaggi per la pesca all’inglese…

“Le nostre canne, naturalmente, sono le TMatch2  e le TMatch elite da m. 4.50 e m. 4.80. Come galleggianti abbiamo montato sia dei PRO33 da 25 grammi, montati fissi, da usare contro le cannette della sponda opposta, che i classici PRO350 in penna piena, da 18/20 grammi, montati scorrevoli, per la pesca sul fondone. Come innesco ci ha reso molto bene il lombrico, proposto molto appoggiato sul fondo. Andrea Boni ha vinto proprio in questo modo.”

 

 

 

                                                                                                                                              Angelo Borgatti